giovedì 18 ottobre 2012

RIAPRE LA PIRAMIDE DI CHEFREN




Finalmente la Piramide di Chefren, la seconda piramide d’Egitto per grandezza, è stata raperta al pubblico.

In tre anni di chiusura sono state riparate alcune crepe nella struttura e soprattutto è stato installato un sistema di ventilazione che dovrebbe aiutare a risolvere i problemi di umidità.  Non molti sanno che i problemi di umidità all’interno delle Piramidi sono causati dai turisti che durante le visite circa  20 grammi di vapore acqueo a testa.
Il restauro, che è costato più di 3 milioni di euro, ha inoltre portato alla pulizia e al rinforzo di alcune pareti e alla rimozione di stupidi graffiti lasciati dai turisti.



In contemporanea con la riapertura della Piramide di Chefren  sono state riaperte ai visitari altre sei piramidi chiuse più di 10 anni fa sempre all’interno della Necropoli di Giza, tra queste la Piramide di Ka Am Ankhdel (supervisore dei sacerdoti e depositario di documenti reali) e la Piramide della principessa Nen Seger Ka (sacerdotessa della dea Hathor)


La rapertura più importante però rigiarda la Piramide di  Meresankh III, sposa di Chefren e regina egizia della IV dinastia, ricca di affreschi e di geroglifici.

mercoledì 3 ottobre 2012

IL MONASTERO DI SANTA CATERINA


Oggi il blog è dedicato un pochino alla storia del Sinai e quindi parliamo del Monastero di Santa Caterina.

Il Monastero di Santa Caterina fu fondato dall'imperatore Giustiniano tra il 527 e il 547 d.C. ai piedi del Monte di Mosè (altezza 1570 m).
Ingrandito nel corso del tempo ha mura di altezza e dimensioni diverse che si adattano alla montagna sulla quale è costruito.
Nella Bibbia si racconta che gli ebrei raggiunsero il monte Horeb dopo 50 giorni di marcia attraverso il Sinai. Sulla cima del monte Horeb Mosè ricevette i dieci comandamenti con la Tavola della Legge sui cui si fondono la religione cristiana ed ebraica.

Il monte Horeb viene chiamato oggi Gebel Musa (Monte di Mosè) luogo di pellegrinaggio e di meditazione per i primi cristiani e nel 330 d.C. la madre dell'imperatore Costantino, Elena, costruì nei pressi del Roveto Ardente una piccola chiesa.
Il Roveto Ardente fu trapiantato a qualche metro da quello originale e sulle sue radici fu eretto l'altare sacro della Cappella del Roveto ardente. Questo roveto è l'unico esemplare presente nella penisola del Sinai e nessuno è mai riuscito a trapiantarlo altrove

Successivamente, nel 527 d.c. l’Imperatore Giustiniano fece innalzare un monastero vero e proprio e la grande Basilica della Trasfigurazione che venne protetta da una cinta muraria all’interno della quale si trovava anche la piccola chiesa costruita da Elena.
Il Monastero preso il nome di Santa Caterina quando, tra l'VIII e il IX secolo d.C., i monaci del convento trovarono il corpo di Santa Caterina che, si racconta fosse stato trasportato dagli angeli sulla cima del Monte. Il sarcofago con il corpo della Santa venne posto all'interno della basilica dove ancora oggi si trova e il monastero prese il nome di Monastero di Santa Caterina.
Nel 641 gli arabi musulmani conquistarono la penisola del Sinai, ma un editto di Maometto, che assicurava la protezione dei monaci, consentì ai religiosi di continuare a vivere nel Monastero.
Oggi nel Monastero vivono poche decine di religiosi appartenenti ad un ordine monastico riconosciuto nel 1260 dal Papa Innocenzo IV che però nel 1439 si stacco dalla Chiesa di Roma per seguire la liturgia della Chiesa Ortodossa d'Oriente. 
Questi monaci sono in gran parte greci e seguono la regola di San Basilio e le funzioni liturgiche sono in gran parte in lingua greca.

Il Monastero, che è la diocesi più piccola del mondo, è il più antico convento cristiano esistente e nel corso dei secoli tutti lo preservarono da distruzioni e rapine, da Maometto, ai Sultani turchi, ai Califfi musulmani fino ad arrivate a Napoleone Bonaparte.

All’interno vi si trova la più grande collezione di icone e una biblioteca con antichissimi manoscritti (seconda soltanto alla Biblioteca Apostolica Vaticana) la Bibbia più antica del VI secolo a.c.. 

Ancora oggi il Monastero è meta di pellegrinaggio e anche moltissimi turisti vi si recano per ammirare uno dei luoghi più affascinanti del Sinai.